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UCV di Caracas - capolavoro di
integrazione tra arte e architettura

L'Università di Caracas è un capolavoro di architettura, arte e moderna pianificazione urbana, frutto dell'ingegno dell'architetto venezuelano Carlos Ràul Villanueva e di un gruppo di artisti d'avanguardia.

Nel secondo dopoguerra a livello mondiale comincia un vasto movimento di revisione degli apporti ricevuti con dal movimento moderno ed in molti casi si ottengono risultati di valore internazionale, non legati ai modelli europei o statunitensi ma al contrario in grado di stimolare le esperienze in corso nel vecchio e nel nuovo mondo. L'architettura di Le Corbusier serve d'orientamento alle esperienze più vive e più avanzate in molti lontani paesi.

UCV di Caracas - capolavoro di integrazione tra arte e architettura

UCV di Caracas - capolavoro di   integrazione tra arte e architettura
Copyright 2017 - Arch. Sonia Piazzini

Fig. 1 - Perfetta fusione tra urbanistica, arte e inserimento di elementi architettonici tipici della tradizione coloniale

In Venezuela opera Carlos Raul Villanueva (1900 - 1975), che si diploma ai Beaux-Arts di Parigi nel 1928. Fa un'architettura eclettica fino al 1940, quando diventa consulente del Banco Obrero, l'agenzia statale per l'edilizia sovvenzionata. Dal 1940 dirige i principali interventi pubblici, che aumentano sotto la dittatura di Perez Jimenez (1952-58) e sceglie una propria ed originale linea di interpretazione del Movimento Moderno, adattando il repertorio internazionale alle esigenze del clima e dell'ambiente venezuelano. Villanueva ritiene che alcuni elementi tradizionali dell'architettura venezuelana (il balcone, il portico ed il patio, la gelosia, gli elementi schermanti dal sole, ecc.), debbano essere reinterpretati e valorizzati nel tempo moderno. Realizza i grandi gruppi di alloggi in verticale a Caracas El Paraiso, 2 de Diciembre, 23 de Jenero, con cui Perez Jimenez tenta di sostituire i nascenti ranchos abusivi ma la sua opera più riuscita è la città universitaria di Caracas, progettata dal 1944 al 1946 e completata nel corso degli anni Cinquanta con importanti modifiche e nuovi edifici rispetto al progetto originario.

Nel complesso della Universidad Central de Venezuela di Caracas, che figura tra i siti dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, Villanueva realizza un insieme urbanistico ed architettonico unitario in tutti i dettagli grazie anche al contributo, da lui richiesto, di importanti artisti mondiali, Calder, Vasarely, Arp, Pevsner, Lèger. Il vasto campus infatti è pieno di sculture astratte e di murales.
Al suo interno c'è l'Aula Magna, uno splendido auditorium con 2.700 posti che vanta la migliore acustica di tutto il paese e che è particolarmente famoso perché appesi al soffitto ci sono i mobiles o platillos volantes (dischi volanti) dello scultore statunitense Alexander Calder.

Con i suoi 70.000 studenti, la UCV è la più grande università di Caracas. Il campus si può raggiungere da Sabana Grande o con la metropolitana (fermata Ciudad Universitaria).
La Città Universitaria di Caracas occupa un'area di 164,22 ettari, delimitata dall'Autopista Francisco Fajardo, dall'Autopista El Valle e dall'Av. Las Acacias. L'area confina con il Giardino Botanico e con la Sabana Grande e Plaza Venezuela. La Città Universitaria si trova oggi nel cuore della città come un'isola - un simbolo del potere dell'architettura e della fede incrollabile nella Comunità Ideale - in mezzo all'area urbana caotica e disordinata della moderna Caracas.

La Sede e gli edifici della Universidad Central de Venezuela sono considerati il capolavoro di Villanueva. La struttura, messa in piedi tra il 1944 e il 1960, è un capolavoro di architettura, arte e moderna pianificazione urbana, frutto dell'ingegno dell'architetto venezuelano Carlos Ràul Villanueva e di un gruppo di artisti d'avanguardia. Costruita sul sito della vecchia Hacienda Ibarra - che originariamente apparteneva alla famiglia di Simon Bolívar - e collegata al nuovo centro attorno a Plaza Venezuela, l'Università è il risultato di un massiccio impegno di progettazione architettonica e urbanistica. L'amministrazione di Isaías Medina Angarita comprò la Hacienda Ibarra nel 1942, dando a Villanueva un'occasione unica per applicare consapevolmente l'integrazione tra arte e architettura su grande scala. Questo vasto complesso urbano di circa 2 chilometri quadrati che in origine comprendeva un totale di 40 edifici, rimane una delle più riuscite applicazioni di Architettura Moderna in America Latina. Villanueva ha lavorato in stretta collaborazione con tutti gli artisti che hanno contribuito con le loro opere e ha curato personalmente la supervisione del progetto per oltre 25 anni, fino alla fine degli anni 60, quando per motivi di salute fu costretto a lasciare alcuni edifici in fase di progettazione.

Elementi comuni utilizzati nell'Università Centrale del Venezuela sono stati l'uso di gallerie coperte per fornire protezione dalle intemperie e l'uso dei cortili interni e giardini per armonizzare costruito in un continuo rapporti di pieni e vuoti. La perfetta fusione tra l'urbanistica della tradizione coloniale con gli spazi aperti e ventilati appropriati per la sua collocazione nella regione tropicale è alla base del magnifico impatto che l'Università di Caracas ha sugli occhi e sullo spirito di chi ha la fortuna di viverla o anche solo di ammirarla.

Villanueva ha lavorato a stretto contatto con 28 tra i più importanti artisti d'avanguardia del tempo, sia del Venezuela che del resto del mondo, per costruire quello che continua ad essere una delle più riuscite applicazioni di architettura moderna in America Latina e sviluppare così le sue teorie circa l'integrazione tra arte e architettura. Il principio ispiratore di Villanueva era la creazione di uno spazio in cui l'arte e l'architettura coabitassero in armonia in una "sintesi delle arti". Tra alcuni dei pezzi più importanti presenti in Università sono le "Floating Clouds" di Alexander Calder, i murales di Victor Vasarely, Wifredo Lam, Fernand Léger e le sculture di Jean Arp e Henri Laurens. La Ciudad Universitaria di Caracas è stata dichiarata patrimonio mondiale dall'UNESCO, ed è l'unico campus universitario moderno ad aver ricevuto tale onore. L'invito volto agli artisti è di integrare le loro creazioni con le strutture architettoniche pensate dall'architetto razionalista venezuelano Carlos Villanueva. A Calder viene proposta la realizzazione del soffitto dell'Aula Magna dell'università, mentre a Léger la decorazione delle vetrate della Biblioteca. A Vasarely invece viene commissionata la realizzazione di due murales e di una parete divisoria. I primi due lavori hanno il carattere fondamentale di decorazione, essendo espressione di arte applicata. Vasarely ripropone qui, ancora sul piano bidimensionale, il linguaggio formale delle opere su tela con una ripresa dell'importante "Omaggio a Malevic" e di alcuni lavori eseguiti nel periodo Gordes-Cristal.

Gli artisti che hanno parteciapto al progetto sono i seguenti:

* Jean Arp
* André Bloc
* Alexander Calder
* Wifredo Lam
* Henri Laurens
* Fernand Léger
* Baltasar Lobo
* Antoine Pevsner
* Sophie Taeuber-Arp
* Victor Vasarely
* Miguel Arroyo
* Armando Barrios
* Omar Carreño
* Carlos González Bogen
* Pedro León Castro
* Mateo Manaure
* Francisco Narváez
* Pascual Navarro
* Alirio Oramas
* Alejandro Otero
* Héctor Poleo
* Braulio Salazar
* Jesús-Rafael Soto
* Víctor Valera
* Oswaldo Vigas


UCV - la piazza coperta "CARLOS RAUL VILLANUEVA"

I più significativi edifici di questa grande città universitaria sono l'Aula Magna e la Biblioteca centrale, che sono strategicamente collegati da una Piazza Coperta intitolata "Carlos Raul Villanueva".
La città universitaria di Caracas è conosciuta per la sua collezione di arte moderna. Villanueva è riuscito a radunare artisti leader provenienti dal Venezuela e dal resto del mondo e ha sviluppato le sue teorie circa l'integrazione tra arte e architettura, fornendo spazi pubblici con opere di celebri pittori e scultori.
Nel complesso della Piazza Coperta questa integrazione tra arte ed architettura raggiunge la sua massima espressione, dalle sculture di Arp, ai murali di Vasarely, al fantastico gruppo di nuvole di Calder, che servono come dispositivi di controllo del suono all'interno della sala principale.

Per un periodo di 30 anni, a partire dalla seconda metà degli anni '40, Villanueva progettò, diresse e supervisionò l'intero complesso della UCV. Nella Plaza Cubierta, la fusione tra l'esterno e l'interno segnala la pausa di Villanueva con il puro formalismo, mentre la miscelazione di luce e ombra funziona non solo come un dispositivo di regolazione climatica ma anche come uno strumento sociale che raffigura uno spirito per la democratizzazione dello spazio pubblico.

La Plaza Cubierta è ubicata nel cuore della città universitaria come uno spazio aperto e coperto intorno cui si collocano le tre strutture più rappresentative: il Rettorato, la Biblioteca e l'Aula Magna (sala principale). Questo spazio è conformato da diversi territori che sono definiti da una complessa composizione di rampe, pareti perforate e traforate, murali senza appoggi e aperture nel tetto che permettono la penetrazione della luce del sole. Ombre, sfumature e miscela di colori permettono a questi territori di essere identificati.

Una delle caratteristiche più interessanti della architettura di Villanueva è il recupero della identità locale reinterpretata secondo i principi dell'International Style, in uno stretto rapporto tra l'astrazione e la spontaneità della natura, tra l'innovazione tecnologica e la riscoperta delle tipologie tradizionali latinoamericane.

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